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“Mal di testa”: quando consultare il dentista – Parte 2

Buongiorno pazienti, amici,

abbiamo visto nella prima parte uno schema su come fare una veloce diagnosi di un mal di testa che vi porta dal dentista.

Ecco un ulteriore schemino (preso dal sito di un collega molto ben fatto).

Testa Bocca
Mal di testa che compare durante la notte Svegliarsi con la bocca fortemente serrata
Svegliarsi con la testa pesante e la sensazione di non avere riposato Rumori o scatti quando si apre la bocca
Mal di testa che inizia con dolore alle tempie o dietro gli occhi Arcate superiore e inferiore che, chiudendo lentamente la bocca, si toccano inizialmente in un solo punto per poi scivolare lateralmente
Dolore o rigidità al risveglio nella zona delle tempie e delle guance Sensazione di indolenzimento alle mascelle, ai denti e alle gengive

Come correre ai ripari

In attesa della visita spesso il paziente assume farmaci che vanno anche bene, se sotto controllo medico, ma al massimo solo per un paio di giorni. Non assumete antibiotici senza una visita specialistica, perché non servono. Potete usare cerotti o impacchi caldi su collo e spalle e rilassarvi… nel lavoro.

Nella prima parte di questo articolo abbiamo accennato alla visita dal dentista: se si tratta di un problema dentale lo si risolve facilmente (ultimamente ho estratto dei denti inclusi – spesso detti  “denti del giudizio” – e il paziente ha avuto un beneficio immediato).

Più difficile è risolvere le malocclusioni e il digrignamento. Nel primo caso il paziente può anche essere affetto da infiammazione del trigemino, che necessita di cure più lunghe.

A volte invece è solo un muscolo della bocca: se si schiacciano dei punti specifici del viso, i cosiddetti “trigger point”, si scatena un dolore acuto, così come palpando i muscoli masseteri della guancia.

Comunque  in entrambi i casi,  si ricorre a dei bite gnatologici. Sono mobili, a ferro di cavallo, lisci in masticazione, realizzati in resina dura o mista, morbida. Il loro scopo è di aprire la bocca da 1,5 a un massimo di 3 millimetri, allontanare i condili mandibolari schiacciati nel cranio e lasciare che la mandibola si posizioni meglio, essendo .  Ci sono diverse scuole di pensiero sui bite. Personalmente noi applichiamo i nostri spessori in base a piu’ di trent’anni di esperienza. Il sollievo è quasi sempre immediato e come si dice… poca spesa, tanta resa.

Il nostro consiglio dunque è che, se vi trovate in difficoltà e vi riconoscete in questi sintomi, passiate a trovarci. Il dolore non deve diventare cronico perché poi non si risolverà.

Smile

Andrea dott. Caprotti
Ilaria dott.ssa Caprotti